"Colui che non rischia niente... non fa niente... non ha niente... non è niente! Ridere, è rischiare di apparire matti... Piangere, è rischiare di apparire sentimentali... Tendere la mano, significa rischiare di impegnarsi... Mostrare i sentimenti, è rischiare di esporsi... Far conoscere le proprie idee ed i propri sogni, è rischiare di essere respinti... Amare, è rischiare di non essere contraccambiati... Vivere, è rischiare di morire... Sperare, è rischiare di disperare...Tentare, è rischiare di fallire...Ma noi dobbiamo correre il rischio! Il più grande pericolo nella vita è quello di non rischiare. Colui che non rischia niente... non fa niente... non ha niente... non è niente!". Rudyard Kipling
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domenica 18 settembre 2016
sabato 17 settembre 2016
Stanca di aspettare che arrivasse un principe a salvarla, la principessa raccolse tutto il suo coraggio, impugnò la spada e andò dritta verso il drago per ucciderlo.
"Non ho più paura di te", gli gridò, anche se dentro di sé tremava.
Il drago la guardò negli occhi stupito e le disse: "Non c'è davvero alcun bisogno di essere violenti. Io non ti ho mai detto di rimanere, anzi mi sono sempre chiesto perché restassi così a lungo."
"Bene allora", rispose la principessa, in grande imbarazzo. È appena si allontanò dalla tana del drago realizzò che ciò che l'aveva davvero imprigionata erano le sue paure e l'attesa che qualcuno si facesse avanti per salvarla, mentre lei stessa avrebbe potuto salvarsi da sola in qualsiasi momento.
"Un raggio di sole è sufficiente per spazzare via molte ombre". S. Francesco d'Assisi
lunedì 13 giugno 2016
Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso. Per scoprire chi saresti dovuto diventare. La persona cancellata dagli eventi della tua infanzia. Eventi che hanno stravolto la traiettoria della tua vita. Trasformandoti in qualcosa di inimmaginabile… o persino di incredibile…Dandoti il coraggio di abbracciare ciò che ti aspetta sin dalla nascita, perché è il tuo desiderio. E capire finalmente, chi sei…
domenica 28 febbraio 2016
Life is not about waiting until the storm passes but rather to learn how to dance in the rain!
The most beautiful people are the one that have known defeat, struggle, suffering, loss and have found their ways out of the depths. These people have an appreciation, a sensitivity and an understanding of life that fill them with compassion, gentleness and deep loving concern. Beautiful people do not just happen.
mercoledì 17 febbraio 2016
Il tuo miglior insegnante è il tuo ultimo errore
martedì 9 febbraio 2016
Se nulla cambia, tutto si ripete
martedì 16 giugno 2015
mercoledì 19 febbraio 2014
Soltanto i più forti fanno i conti con la solitudine, gli altri la riempiono con chiunque.
martedì 28 gennaio 2014
Il Re non muore mai, conosce solo la resa.
giovedì 2 gennaio 2014
"Un uccellino fermo su un ramo non ha mai paura che si rompa il ramo, perché ripone la fiducia nelle proprie ali non nel ramo"
giovedì 19 dicembre 2013

"E' nella crisi che sorgono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera sé stesso senza essere superato"
Albert Einstein
venerdì 26 luglio 2013
Il conformismo come schizofrenia, Erich Fromm
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venerdì 11 gennaio 2013
Imparare a perdere
Parlando con le gente, guardando la televisione, leggendo i giornali si resta stupefatto di fronte all’immagine del mondo che questa societa’ della comunicazione vuole imporci. Una comunicazione veloce, istantanea, che brucia idoli prima ancora di averli creati. Un’informazione che, per sua stessa natura inadatta a raccontare la normalita’, si concentra unicamente sugli stati d’eccezione, facendo apparire questo mondo come una caverna popolata da mostri oppure come una perenne festa alla quale pero’ non siamo stati invitati. Un progetto folle quello che questa societa’ dell’ultraindividualismo contemporaneo sta creando per tutti noi aspiranti borghesi sin dalla nostra nascita. Carriera, famiglia, figli, casa, una bella macchina. Una vita percorsa col pilota automatico, quasi sempre per gli altri, quasi mai per noi. Tappe ed obiettivi perseguiti senza saperne le ragioni, ambizioni effimere e regole di comportamento dettate da una societa’ che insegna che “per avere basta volere”, che nella vita l’importante e’ vincere. Una cultura dell’eccellenza che spinge l’individuo a credere che il proprio valore dipenda unicamente dai successi ottenuti e dal ricoscimento altrui. Una logica del tutto o niente, in cui non c’e’ posto per i perdenti. Un mondo in cui perdere, sbagliare o anche soltanto esitare sono eventi devastanti nella percezione che gli altri hanno sulle nostre capacita’, sulle nostre qualita’, su chi dovremmo essere e invece non siamo, oppure non siamo piu’. Una vita contrassegnata da certezze, agiatezza, superfluo eppure vissuta sempre sul filo del rasoio, lungo un fragile argine che separa il palcoscenico dorato sul quale indossiamo le maschere e interpretiamo i ruoli che la societa’ ci ha assegnato ed il terrificante baratro rappresentato dal fallimento, da una sconfitta anche solo percepita e, quindi, anche solo da un semplice errore o da una banale esitazione. Prigionieri di una logica distruttiva del tutto o niente, di un Tutto in cui c’e’ Tutto tranne l’essenziale per essere felici, ossia la semplice e banale evidenza che la vita puo’ anche essere qualcosa di diverso dalla corsa affannosa per essere sempre all’altezza delle aspettative altrui. La verita’ e’ che nella vita non si dovrebbe sempre e solo cercare di essere i migliori. Talvolta capita di esserlo. Altre volte semplicemente no. O almeno non in tutti gli ambiti. Perche’ le energie sono limitate, perche’ siamo essere umani. Perche’ non e’ vero che non ci sono limiti all’energia personale ed agli obiettivi che si possono raggiungere. Perche’ nella vita di tutti i giorni ostinarsi a fingere di non essere vulnerabili e’ una condanna terribile, una sofferenza atroce alla quale ci sottoponiamo volontariamente per realizzare cio’ che gli altri sognano per noi. Cosi’, proprio quando ci si prepara a raccoglire i frutti del proprio impegno si frana invece sotto il peso della disperazione. “Dietro il successo”, diceva il filosofo Georges Canguilhem, "si nasconde quasi sempre un fallimento esistenziale". Perche'tutto quello che si sarebbe voluto fare e che non si e' fatto perche' non c'era tempo, perche' qualcuno aspettava qualcosa, perche' il senso del dovere lo impediva, prima o poi ritorna in superficie in modo incontrollato ed incontrollabile, come un magma che spinge dalla profondita' di un vulcano. Perche', a forza di dover essere, talvolta e' proprio l'essere che soccombe. La verita’ e’ che nella vita bisogna innanzitutto imparare a perdere, prima che a vincere.
mercoledì 19 settembre 2012
Regredire per poi progredire
martedì 28 agosto 2012
L'altrismo: un virus italiano
In posta trovi la banca. In banca trovi la posta. Alla stazione ferroviaria i centri commerciali. Il politico passa il suo tempo in televisione e non in Parlamento, fa l'attore, non le leggi. Benetton dovrebbe fare maglioni, invece gestisce le autostrade. Colaninno, ex Telecom, ex Olivetti, ex tutto, si occupa di Alitalia non sapendo una cippa di trasporto aereo. Le escort diventano ministre, i giudici fanno i deputati mentre molti deputati fanno i giudici. Il governo emana le leggi al posto del Parlamento, in Parlamento la maggioranza fa l’opposizione mentre l'opposizione, invece di opporsi, collabora. Veronesi e Prestigiacomo si improvvisano esperti nucleari. Il ministro dell'ambiente fa il ministro delle attivita' produttive, quello delle attivita' produttive fa il consigliere di amministrazione, il Presidente della Camera fa il leader di partito mentre il Presidente della Repubblica partecipa all...
a stesura delle leggi e attacca la magistratura che vorrebbe far rispettare le leggi.
Trovare un ministro che faccia il ministro, un pediatra che faccia il pediatra, una mignotta che faccia la mignotta è ormai un'impresa disperata.
E' il trionfo della universalità. L'apoteosi dell'incompetenza.
Fare altro serve a combattere la noia del proprio mestiere. Meglio dilettante ogni giorno, che professionista per tutta la vita. Solo chi affronta la propria attività con lo spirito del dilettante può svolgerla senza distrazioni con la leggerezza dell'improvvisazione, come il Bertolaso delle catastrofi e dei centri massaggi ad esempio, o il Gasparri ministro inconsapevole delle Telecomunicazioni.
Fare altro non significa, come è ovvio, rinunciare allo stipendio per il quale si è pagati per fare qualcos'altro. Anzi. L'"altrismo" non va confuso con l'altruismo, pur avendone l'assonanza. Fare il sindaco e il senatore, l'attore di teatro e il deputato, l'avvocato e il parlamentare, il ministro e la mignotta paga doppio e anche triplo. L'altrismo sviluppa sinergie impensabili insieme ai portafogli. L'importante è partecipare (all'incasso). Ognuno è anche altro. L'importante, come sempre, è non lavorare e soprattutto, non assumersi le proprie responsabilità.
Presto Babbo Natale farà anche la Befana, mentre i Re Magi insieme a San Giuseppe si occuperanno anche della Pasqua!
Trovare un ministro che faccia il ministro, un pediatra che faccia il pediatra, una mignotta che faccia la mignotta è ormai un'impresa disperata.
E' il trionfo della universalità. L'apoteosi dell'incompetenza.
Fare altro serve a combattere la noia del proprio mestiere. Meglio dilettante ogni giorno, che professionista per tutta la vita. Solo chi affronta la propria attività con lo spirito del dilettante può svolgerla senza distrazioni con la leggerezza dell'improvvisazione, come il Bertolaso delle catastrofi e dei centri massaggi ad esempio, o il Gasparri ministro inconsapevole delle Telecomunicazioni.
Fare altro non significa, come è ovvio, rinunciare allo stipendio per il quale si è pagati per fare qualcos'altro. Anzi. L'"altrismo" non va confuso con l'altruismo, pur avendone l'assonanza. Fare il sindaco e il senatore, l'attore di teatro e il deputato, l'avvocato e il parlamentare, il ministro e la mignotta paga doppio e anche triplo. L'altrismo sviluppa sinergie impensabili insieme ai portafogli. L'importante è partecipare (all'incasso). Ognuno è anche altro. L'importante, come sempre, è non lavorare e soprattutto, non assumersi le proprie responsabilità.
Presto Babbo Natale farà anche la Befana, mentre i Re Magi insieme a San Giuseppe si occuperanno anche della Pasqua!
mercoledì 15 agosto 2012
Settarismo
Quando le nostre scelte, le nostre convinzioni, le nostre opinioni diventano uno strumento per elevarci ad un livello superiore di coscienza rispetto a chi non li condivide allora siamo gia’ inesorabilmente scivolati nel campo del delirio settario, in cui il nostro credo diventa verita’ assoluta insindacabile e il confronto democratico delle idee lascia il posto al proselitismo ed alla demagogia.
mercoledì 9 maggio 2012
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
-Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?-
-Gridano perché perdono la calma- rispose uno di loro
-Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?- disse nuovamente il pensatore.
-Gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti- replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare:
-Allora non è possibile parlargli a voce bassa?-
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli spiego':
-Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano. E' per coprire questa distanza che le persone arrabbiate gridano per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro-
-D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Gli innamorati non gridano, parlano soavemente. E sapete perché? Perché i loro cuori sono vicini, molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte I loro cuori sono talmente vicini che neanche parlano, solamente sussurrano.E quando l'amore è più intenso non è necessario neanche sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. È questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano, fino a fondersi in un unico pensiero.
Infine il pensatore concluse dicendo:
-Quando voi discuterete con chi amate, non dite parole che possano distanziare i vostri cuori, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà talmente tanta che non troveranno mai più la strada per tornare.
(Mahatma Gandhi)
-Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?-
-Gridano perché perdono la calma- rispose uno di loro
-Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?- disse nuovamente il pensatore.
-Gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti- replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare:
-Allora non è possibile parlargli a voce bassa?-
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli spiego':
-Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano. E' per coprire questa distanza che le persone arrabbiate gridano per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro-
-D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Gli innamorati non gridano, parlano soavemente. E sapete perché? Perché i loro cuori sono vicini, molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte I loro cuori sono talmente vicini che neanche parlano, solamente sussurrano.E quando l'amore è più intenso non è necessario neanche sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. È questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano, fino a fondersi in un unico pensiero.
Infine il pensatore concluse dicendo:
-Quando voi discuterete con chi amate, non dite parole che possano distanziare i vostri cuori, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà talmente tanta che non troveranno mai più la strada per tornare.
(Mahatma Gandhi)
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